Gennaro Davola spiega le reali motivazioni che lo hanno portato alle dimissioni dalla BCC del Vibonese

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Gennaro Davola, ex presidente della BCC Vibonese

È mio dovere intervenire sulle motivazioni che mi hanno condotto a dimettermi da presidente della BCC del vibonese in modo così repentino da aver suscitato la meraviglia dei più e, purtroppo, le dicerie di alcuni allo scopo di gettare delle ombre sul mio operato e su quello del Consiglio di amministrazione nella sua interezza.

Ebbene, a seguito dell’arrivo degli ispettori di Banca di Italia ho dovuto presenziare a diverse riunioni, incontri e confronti che hanno sottratto tantissimo tempo alla mia principale attività che, come noto, è quella di commercialista. Gli impegni sono tanti e tali che spesso ho dovuto declinare gli inviti e ciò mi ha portato a fare una seria riflessione sulla possibilità di proseguire nell’esperienza di presidente dell’istituto di credito, considerato anche che la necessità di portare la nostra Bcc nel Gruppo Iccrea,  richiederà sempre maggiore impegno e tempo.

Non è da sottacere che questi otto mesi, sono stati mesi di grande e duro lavoro avendo affrontato e risolto problematiche importanti, più volte sollecitate alla precedente governance da Banca d’italia, quali: la razionalizzazione della rete, il rafforzamento dell’area commerciale, il miglioramento della redditività, la riduzione dei costi,  il rafforzamento dei presidi antiriciclaggio. Tutti gli indici e parametri sono migliorati ed il prossimo bilancio riporterà finalmente risultati positivi frutto del gran lavoro svolto dal sottoscritto e da tutto il CDA che, malgrado figlio di diversi schieramenti, mi è sempre stato vicino e collaborativo in tutte le iniziative.  A tutti i suoi componenti va il mio saluto ed il mio ringraziamento per il sia pur breve periodo in cui ne ho apprezzato la disponibilità dopo i rancori e le lotte che avevano caratterizzato le fasi successive alla fusione tra le BCC di San Calogero e quella di Maierato.

Nel concludere, ribadisco la convinzione che le mie dimissioni, pertanto, non andranno ad intaccare la prosecuzione dell’attività bancaria, che rimarrà nelle mani del vice presidente vicario avv. Muzzopappa, autorevole e valido professionista, ma  consentiranno a me, di riprendere le redini del mio studio che annovera aziende di una certa importanza ultimamente trascurate. Un ringraziamento va al personale dipendente che opera con impegno e professionalità facendo di questa banca la vera banca del territorio.

Infine  ringrazio tutti i soci che hanno riposto in me la loro fiducia e quanti in prima persona hanno messo il massimo impegno affinché la mia affermazione si concretizzasse, come poi è avvenuto, nei loro confronti rimarrà sempre forte il sentimento di amicizia e stima. Per amore di verità, comunque, voglio evidenziare che il dimettermi non è stata una scelta facile ma soffertissima, tuttavia ho ritenuto che erano necessarie per fugare ogni dubbio anche nei confronti dell’organo ispettivo visto che, col dovuto riserbo del caso, non ho potuto fare a meno di notare come qualcuno abbia speculato sulla mia linearità e sulla mia assoluta estraneità a possibili interessi personali.

 

Autore dell'articolo: Redazione

Redazione
RicadInforma.it - Autorizzazione del Tribunale di Vibo Valentia n. 1/13 del 14/01/2013 (ISSN 2420-8302)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *