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RicadInforma http://www.ricadinforma.it/wp Periodico indipendente Tue, 29 May 2018 06:10:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 http://www.ricadinforma.it/wp/wp-content/uploads/2018/03/logo_quadrato-110x110.jpg RicadInforma http://www.ricadinforma.it/wp 32 32 XII edizione dell’attesissima infiorata di Santa Domenica http://www.ricadinforma.it/wp/xii-edizione-dellattesissima-infiorata-di-santa-domenica/ http://www.ricadinforma.it/wp/xii-edizione-dellattesissima-infiorata-di-santa-domenica/#respond Tue, 29 May 2018 06:09:52 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4252 In programma la dodicesima edizione dell’infiorata di Santa Domenica di Ricadi Anche quest’anno, in occasione della festività religiosa del Corpus Domini, nella frazione di Santa Domenica di Ricadi (VV) si rinnoverà la tradizionale infiorata con la presenza e la collaborazione di tanti fedeli. Giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione, l’iniziativa si svolgerà nella data del […]

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In programma la dodicesima edizione dell’infiorata di Santa Domenica di Ricadi

Anche quest’anno, in occasione della festività religiosa del Corpus Domini, nella frazione di Santa Domenica di Ricadi (VV) si rinnoverà la tradizionale infiorata con la presenza e la collaborazione di tanti fedeli.

Giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione, l’iniziativa si svolgerà nella data del 03 giugno e si estenderà lungo la storica Via Sant’Anna.

In tal senso, con fiori e segatura colorata, saranno disposte e realizzate tante raffigurazioni sacre che si ispireranno tutte al tema delle “Tre Parabole della Misercordia”, al fine di poter onorare e accogliere il passaggio del Nostro Signore Gesù.

Dal 2006 fino ad oggi, l’appuntamento è stato portato avanti con successo dal Gruppo di Preghiera “Casa del Padre”, (rappresentato come capo gruppo da Anna Dell’Ascenzione e dai fedeli Dominello Spasimina, Maurici Cosima Rita e Gennaro Petracca), nonché con la rinnovata azione di supporto e di sostegno del parroco Don Carmelo Furchì.

Tale appuntamento è il frutto di un lungo e laborioso lavoro che inizia diversi mesi prima della data fissata per la realizzazione.

In particolare, anno dopo anno, è divenuto un importantissimo momento di aggregazione e di condivisione che ha registrato non solo l’adesione crescente di abitanti della frazione di ogni tipo di età, ma anche l’apporto prezioso di molte famiglie che puntualmente sono attive nel sostenere le varie tappe di preparazione dell’iniziativa; in primis la creazione dei disegni, la raccolta dei fiori, la colorazione della segatura e l’allestimento degli archi che adornano la via principale.

La decorazione dei disegni sacri inizierà sin dalle prime ore del mattino del 03 giugno, con un lavoro complessivo della durata di circa dieci ore.

Dalle ore 14:00 fino alle ore 23:00 potranno poi essere ammirati, in tutta la loro bellezza, i tappeti dedicati alla solennità del Corpus Domini, mentre a partire dalle 19:30 avrà inizio la processione del corpo e sangue di Cristo per le vie del paese.

Un doveroso e speciale ringraziamento da parte del Gruppo di Preghiera “Casa del Padre”, va a tutti i giovani che hanno dimostrato tanta collaborazione ed entusiasmo fin dalla prima edizione dell’infiorata.

Invitando anche gli abitanti delle comunità vicine ad essere presenti, il gruppo di preghiera “Casa del Padre” dichiara con forza e passione: “Noi facenti parte del gruppo di preghiera crediamo fermamente che Gesù è fonte di acqua viva e misericordia, ovvero il Padre che ama i suoi figli in modo incommensurabile. A tal proposito – proseguono – portiamo avanti questo significativo rito religioso per ricordare a noi stessi e a tutti, che Gesù è morto a compimento di un immenso gesto d’amore.

 

Pasquale Scordamaglia

 

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Michela Ferrara, terza all’undicesima edizione del concorso Arte Bizantina negli Eremi di Gravina http://www.ricadinforma.it/wp/michela-ferrara-terza-allundicesima-edizione-del-concorso-arte-bizantina-negli-eremi-di-gravina/ http://www.ricadinforma.it/wp/michela-ferrara-terza-allundicesima-edizione-del-concorso-arte-bizantina-negli-eremi-di-gravina/#respond Wed, 23 May 2018 20:55:49 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4246 La parola a te. Una nuova rubrica online per dare voce ai cittadini ricadesi. La possibilità di raccontarsi attraverso la propria professione, le passioni, le iniziative portate avanti, i progetti e i sogni a Sud. Oggi abbiamo incontrato Michela Ferrara, “Santa Duminicota” doc che ha fatto dell’arte la sua vita. Com’è nata la tua passione […]

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La parola a te. Una nuova rubrica online per dare voce ai cittadini ricadesi. La possibilità di raccontarsi attraverso la propria professione, le passioni, le iniziative portate avanti, i progetti e i sogni a Sud.
https://www.facebook.com/arte.michelaferrara/

Oggi abbiamo incontrato Michela Ferrara, “Santa Duminicota” doc che ha fatto dell’arte la sua vita.

  1. Com’è nata la tua passione per l’arte?

Non saprei individuare un momento specifico, per me si è trattato di un’evoluzione personale, un dare voce spazio e tempo ad un proprio sentire, una propria inclinazione. Nella mia genetica vi sono e vi sono state molte persone creative, quindi in un certo senso c’era già una buona base.  Fin da piccola mi ritagliavo il tempo per disegnare, creare, suonare, cantare e da grande volevo fare l’artista! … ma poi, i miei studi mi hanno portato ad una laurea in Economia e ad un Master in Management! Nel frattempo, mi sono interrogata sul mio senso, su cosa io volevo e potevo essere davvero … e piano piano, l’arte si è presentata ai miei occhi e al mio cuore, quasi a fornirmi la risposta.

Viaggiando per l’ Italia e all’estero ho potuto vedere cose meravigliose: la perfezione del Cristo velato a Napoli, i codici miniati del Beato Angelico a Firenze, le cattedrali gotiche della Francia … potrei continuare per ore … ogni cosa mi dava un senso di “oltre”, mi parlava di bellezza, di armonia, di colori, di luce, di pace e mi sono resa conto che erano già sentimenti a cui aspiravo. Così, un bel giorno decisi di iniziare a dipingere e a dare del tempo pur senza vedere inizialmente frutti. Costanza, pazienza, dedizione e amore sono state mie fedelissime alleate!. Lasciai quello che era il mio lavoro per dedicarmi solo a questo perché volevo imparare a dipingere le pergamene come facevano i monaci di un tempo. Poi ho scoperto di avere questo talento come dono e me ne sono presa cura, l’ho coltivato per anni così come si fa con una pianta. Ed ora, eccomi qua a parlare della mia arte!

 

  1. Nell’antica Grecia gli artisti avevano un ruolo sociale centrale. Oggi non sembra essere così. In cosa ci siamo persi?
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Nella cultura greca la bellezza è sempre stata associata  ad altri valori, la parola greca “ Kalòs” indica l’espressione totale del bello che va a braccetto con quella di buono “agathos”. Vi era una vera e propria teoria della bellezza. Sul tempio di Delfi si legge “il più gusto è il più bello”, “nulla in eccesso”. Vi era una visione del mondo che ruotava intorno all’armonia, all’ordine, a bello. Ed oggi? Chi ci parla di armonia? Chi ci insegna che bisogna allenarsi al bello, a cercarlo, a riconoscerlo? Tutto questo è strettamente legato alla propria evoluzione, alla propria sensibilità. L’arte è adimensionale è pazzia pure a volte!, non ha un significato logico e neppure di utilità: perché lavorare la pietra come fosse un merletto? (vedi L’Alhambra), perché dipingere una miniatura? Perché costruire un’Abbazia a monte Sant-Michelle?… trattasi di tutte cose fuori norma. Ad oggi, diventa quasi impossibile fare qualcosa che sia fuori dalla norma perché dobbiamo essere tutti socialmente inseriti, riconosciuti validi ed avere un ruolo nella società. Siamo schiavi di un sistema massivo che ci vuole cosificati, dove vige l’ideologia del bello e non il vero bello. Non viene valorizzata la bellezza ma l’estetica, si deve dire che è arte un buco su una tela o una sedia appesa sottosopra! Posso dire che l’arte, quando è vera, appaga tutti i sensi, ti toglie dalla razionalità e coinvolge tutto il tuo essere, va oltre la tecnica, oltre il produrre … se si è troppo materialisti e frenetici, non potremmo apprezzare ciò che è senza tempo! (quando una cosa è bella è bella sempre e non segue le mode). Mi chiedi in cosa ci siamo persi?…. ti direi che forse ci dobbiamo ritrovare, bisogna dare voce alla nostra sensibilità e coltivare la nostra identità, solo così un vero artista sarà cercato, riconosciuto ed apprezzato per ciò che trasmette e per ciò che ha dentro.

 

  1. Non ti scordar di me, questo il titolo della manifestazione organizzata da Legambiente e Ic di Ricadi. In che modo hai contribuito? Raccontaci le emozioni di quella giornata.

E chi se la scorda quella giornata!!! L’emozioni sono state davvero tante e tutte belle. Sono stata contattata da Catia Viscomi, mia amica dall’infanzia, la quale mi ha chiesto se avrei potuto dipingere durante la manifestazione un fiore. Ho accettato con grande piacere perché avevo l’occasione per trasmettere ai bambini della scuola primaria del mio paese, il senso della bellezza di un fiore, della pittura, dei colori e di interagire così con loro.

Mi sono presentata quel giorno con una tela e il disegno a matita del fiore non ti scordar di me ed una frase “Bisogna educare alla bellezza”. Accanto a me un tavolino con i colori e i pennelli. Ho preparato un disegno semplice perché spesso è nelle piccole cose la bellezza, è nella semplicità o nelle sfumature di un fiore, li spronai ad osservare la diversità di ogni singolo petalo.

All’inizio i loro visi erano increduli, stupiti, sempre più entusiasti di vedere un quadro nascere sotto i loro occhi, man mano che le sfumature iniziavano a prendere vita sulla tela, i loro occhi si meravigliavano e iniziavano a fare mille domande. Ricordo un bimbo che mi disse : ”tu non sei normale”! “e chi se lo scorda questo giorno?” ed un’altra che si sedette a terra accanto a me dicendomi: ”Se fosse necessario aspettare qui tutto il giorno, io ci starei e anche di più!”. E’ stata una bella opportunità sia per loro che per me, mi sono sentita come il contadino che semina un piccolissimo seme nella terra. Sono certa che a lungo andare qualche pianticella nascerà! (Anche se non si sa dipingere o suonare , se siamo allenati al bello, allora lasceremo il posto dove siamo anche meglio di come lo abbiamo trovato! Altrimenti distruggeremo tutto senza neppure badare a dove mettiamo i piedi.) Ho donato alla scuola quella tela così che i bambini si ricordino dell’importanza del coltivare la propria terra, noi stessi e le nostre passioni, avere cura delle piante e dei fiori che sono belli e ci regalano colori e profumi.

 

  1. L’arte e la fantasia in che modo incidono sullo sviluppo dei bambini? E quanto sono importanti nella loro formazione?
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Sono importantissimi! Arte e fantasia, come dicevo prima, coinvolgono la nostra parte arazionale di noi stessi, permettono di esprimere il nostro sentire, i nostri sogni, ci danno gioia. “Nell’atto di creazione di ciascun individuo l’arte nutre l’anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito, e questo può incoraggiare le persone a fare qualcosa semplicemente perché vogliono farlo. L’arte può motivare tantissimo, poiché ci si riappropria, materialmente e simbolicamente, del diritto naturale di produrre un’impronta che nessun altro potrebbe lasciare ed attraverso la quale esprimiamo la scintilla individuale della nostra umanità”. (Bernie Warren in “Arteterapia in educazione”).

Oggi la tecnologia ha invaso praticamente tutti gli spazi liberi dei bambini, già da molto piccoli vengono lasciati davanti alla tv o con i tablet sul divano, oppure frequentano innumerevoli corsi extra scolastici, la maggior parte per scelta di genitori e non per un sentire proprio…tutto questo non facilita la creatività del bambino e la sua fantasia perché c’è  chi gliela fornisce già  impacchettata. Ogni bimbo ha la sua caratterialità, personalità, sensibilità, talento, l’arte e la fantasia danno loro la possibilità di conoscerla e di esprimerla. In tal modo si rafforza il proprio essere e gli si dà modo di fare qualcosa solo per il gusto di farlo, perché piace!

 

  1. Hai vinto il terzo premio all’undicesima edizione del concorso Arte Bizantina negli Eremi di Gravina. Raccontaci questa esperienza.

Davvero una bella soddisfazione e un premio inaspettato per me che mi sono affacciata all’arte sacra dell’iconografia da meno di un anno.

Sto frequentando la scuola di iconografia presso l’Abbazia di Pulsano (FG), lì una signora di Gravina mi parlò di questo concorso nazionale e mi consigliò di partecipare. Avrei dovuto fare un’icona grande rappresentante la Maddalena seguendo i canoni dell’arte bizantina antica, quindi usando solo pigmenti naturali in polvere miscelati con la tempera all’uovo (tecnica cretese). All’inizio non pensavo di partecipare in quanto quello dell’iconografia è un mondo a sé, non è come realizzare un quadro, è un’arte sacra!, si lavora in preghiera, si entra in un’altra dimensione dove c’è Dio che ti usa, usa le tue mani, il tuo lavoro per rivelarsi in tutta la sua bellezza. Ogni linea, ogni colore, ogni forma ha un significato teologico ben preciso, nulla è a caso. Pensai di avere poca esperienza per partecipare ad un concorso così importante ma poi decisi di mettermi in gioco, per crescere, per imparare cose nuove, per confrontarmi e conoscere iconografi.

Il 12 Maggio 2018, la sera della premiazione, con mio grande stupore, la giuria composta da esperti d’arte, da storici e professori, fece il mio nome come vincitrice del terzo posto. Sul podio insieme ad iconografi già esperti, quella sera, ci fu anche una Santa Dumenicota doc!!! L’opera è stata premiata per la tecnica utilizzata e l’alta qualità dei materiali, per l’espressività del volto, per l’eleganza delle linee, per la lavorazione del manto della Maddalena e per la precisione della doratura. L’opera contribuirà ad arricchire il patrimonio della Citta di Gravina.

Un’esperienza davvero bella anche dal punto di vista umano, in quanto ho avuto modo di farmi conoscere e di far conoscere il mio paese ma anche di conoscere altre persone ed intraprendere nuove relazioni

 

Ultima domanda: quanto è importante seguire i propri sogni?

Questa è una bella domanda! Lo chiedi ad una che ha rivoluzionato la sua vita per seguire un sogno!!! Tutto è nato da un sogno, un sogno è come un pallino fisso nella mente…se è bello, farai di tutto per viverlo, per dargli vita, o comunque ti muoverai verso di esso, come una tensione interna che ti fa dire : “voglio questo! Lo desidero! Come sarebbe bello se…!”.

Mi veniva detto che non si campa d’arte, quasi come se gli artisti non facessero un vero e proprio lavoro, ma io sognavo di diventarlo, mi ci sono impegnata e tuttora mi impegno per esserlo. Il sogno ti porta oltre i tuoi limiti e dà importanza al positivo che è in te, al germe di vita nuova che vive dentro noi stessi.

E’ una sorta di motore interno che viene da dentro di te e non ti viene imposto da fuori. E’ un po’ come seguire la propria vocazione! C’è chi diventa medico perché lo sogna da piccolo, c’è chi ha il sogno di diventare calciatore….io avevo tanti sogni e fino a ora li ho quasi tutti realizzati perché se lo vuoi puoi! Sognavo di viaggiare, di imparare a suonare, di cantare, di dipingere … tutte cose realizzate, ma ci sono anche altri tipi di sogni che non sono utopie e che spingono l’essere a desiderare di più perché sa che ci può essere di più e non si accontenta di ciò che vive ma è teso verso l’oltre, verso l’infinito. Un uomo che non sogna è già morto dentro, non ha passioni, non ha desideri … verso cosa si muove? La vita si esaurisce così solo nel mangiare, dormire e lavorare e basta. Ma si può vivere meglio! Sognate, perché sognare rende vivi e se sono sogni veri e non indotti, allora essi vi condurranno alla libertà. Forse non raggiungeremo il traguardo sognato ma saremo felici ugualmente per averci provato!

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L’appello alla Regione di Federalberghi Vibo Valentia: «Ci manca un assessorato al Turismo» http://www.ricadinforma.it/wp/lappello-alla-regione-di-federalberghi-vibo-valentia-ci-manca-un-assessorato-al-turismo/ http://www.ricadinforma.it/wp/lappello-alla-regione-di-federalberghi-vibo-valentia-ci-manca-un-assessorato-al-turismo/#respond Wed, 23 May 2018 20:11:20 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4242 Riceviamo e pubblichiamo l’appello della Federalberghi Vibo Valentia Da ripensare il modo di fare politica e il ruolo dei dirigenti pubblici La scelta dell’esecutivo regionale di non dotarsi di un assessorato con delega al Turismo non è stata presa bene da Federalberghi Vibo Valentia, provocando un «sentimento di irritazione e frustrazione in seno all’associazione». L’assenza […]

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Riceviamo e pubblichiamo l’appello della Federalberghi Vibo Valentia
Da ripensare il modo di fare politica e il ruolo dei dirigenti pubblici

La scelta dell’esecutivo regionale di non dotarsi di un assessorato con delega al Turismo non è stata presa bene da Federalberghi Vibo Valentia, provocando un «sentimento di irritazione e frustrazione in seno all’associazione».

L’assenza di un incarico così delicato per una regione a vocazione turistica dimostrerebbe una tendenza a rinchiudersi in se stessi «dietro logiche di potere e spartizione di poltrone che nulla hanno a che fare con la reale e concreta azione amministrativa che dovrebbe essere la regola in un governo regionale». Un atteggiamento che denoterebbe incapacità di comprendere le reali esigenze del territorio, la cui economia si basa sul turismo.

La situazione va inserita in un contesto più ampio e, per Federalberghi, riguarda gli uffici pubblici, gestiti da «dirigenti privi di ogni forma di preparazione necessaria per guidarli in maniera efficace». Questo «stato di degrado amministrativo» riguarderebbe, inoltre, «tanto la parte politica tanto quanto quella della pubblica amministrazione».

Gli imprenditori turistici, dunque, si sentono privi di sostegno da parte della Regione, a fronte degli sforzi compiuti, tesi a contribuire alla salvaguardia di migliaia di posti di lavoro e al rilancio del comparto, che a livello regionale ha «registrato – sostiene ancora l’associazione – numeri estremamente positivi nel passato biennio e sembra sia addirittura in crescita sul 2018».

Per Federalberghi manca un piano programmatico «che permetta una crescita strutturale del settore» e ciò comporta che dopo tre anni di governo «neanche una delle criticità sottolineate sia stata risolta». I rappresentanti del comparto, inoltre, nonostante la disponibilità mostrata alle istituzioni, non si sentono coinvolti e non hanno trovato riscontro ai progetti avanzati e da sviluppare in collaborazione della Regione e dei principali attori del comparto turistico regionale, quali la SaCal, Trenitalia, ed il Dipartimento del Turismo regionale. Federalberghi individua infatti in viabilità e trasporti una problematica che limita lo sviluppo della Calabria.

Tutto ciò ha fatto insorgere la sezione vibonese, che ricorda come «le sfide che ci attendono si fanno sempre più complicate, la concorrenza aumenta costantemente ed il tasso di preparazione e competenze richieste in alcune posizioni si fa sempre più alto». Pertanto, al settore serve un assessorato a «disposizione di chi opera nel turismo» e con «capacità di lavorare e pianificare strategie di sviluppo che portino la risoluzione strutturale delle enormi problematiche presenti sul territorio», piuttosto che un governatore con delega che non «sembra abbia alcun tipo di competenza in merito».

Fedarlberghi ritiene non «ammissibile rimaner inermi davanti al continuo sperpero di risorse pubbliche per azioni totalmente inutili di pseudo promozione territoriale in ambito turistico, che hanno il semplice e banale scopo di andare a foraggiare il sistema clientelare che tanto male ha fatto e continua a fare a questa terra». L’associazione, in ultima istanza, chiede risposte da parte del Governatore, promettendo da parte sua un atteggiamento collaborativo e propositivo.

 

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“Le Città di Berto”: venerdì 25 maggio la proclamazione dei vincitori al Liceo Berto http://www.ricadinforma.it/wp/le-citta-di-berto-venerdi-25-maggio-la-proclamazione-dei-vincitori-al-liceo-berto/ http://www.ricadinforma.it/wp/le-citta-di-berto-venerdi-25-maggio-la-proclamazione-dei-vincitori-al-liceo-berto/#respond Wed, 23 May 2018 13:59:10 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4236 Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo alla proclamazione dei vincitori del premio di scrittura “Le città di Berto” La giuria del Premio di Scrittura “Le Città di Berto” proclamerà i vincitori della 29ma edizione del concorso aperto agli studenti delle scuole superiori delle province di Treviso, Venezia e Vibo Valentia. Grande attesa tra i […]

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo alla proclamazione dei vincitori del premio di scrittura “Le città di Berto”

La giuria del Premio di Scrittura “Le Città di Berto” proclamerà i vincitori della 29ma edizione del concorso aperto agli studenti delle scuole superiori delle province di Treviso, Venezia e Vibo Valentia.

Grande attesa tra i giovani scrittori in erba che hanno concorso al Premio di Scrittura “Le Città di Berto” per la cerimonia finale di venerdì 25 maggio nella quale saranno proclamati i vincitori della sua ventinovesima edizione.

La scrittura continua ad appassionare i giovani. Lo dimostrano gli oltre cento elaborati giunti anche quest’anno per essere selezionati dalla giuria del Premio. Come prevede il regolamento del concorso, al quale hanno partecipato studenti delle scuole superiori delle province di Treviso, Venezia e Vibo Valentia, i generi di scrittura ammessi sono il racconto lungo, il racconto breve e la poesia.

Il Premio è promosso dal Liceo Statale di Mogliano Veneto, con il patrocinio dell’Associazione culturale Giuseppe Berto, della Regione Veneto, della Provincia di Treviso, del Comune di Mogliano Veneto, e con il sostegno del Lions Club di Mogliano Veneto e del Professional financial planner di Banca Generali, Alessandro Barbon. Dal gemellaggio che lega le due città di Berto, Mogliano Veneto dove egli nacque e Ricadi dove visse a lungo e fu sepolto, ha avuto origine la fattiva partecipazione al Premio da parte del Liceo Scientifico di Vibo Valentia, anch’esso intitolato allo scrittore.

In palio per le prime tre opere classificate di tutte le sezioni ci sono premi in denaro (400 euro al primo, 250 al secondo e 150 al terzo). Inoltre, i vincitori della sezione “racconto lungo” parteciperanno alla selezione del prossimo Concorso Campiello Giovani.

Le opere dei concorrenti sono state valutate dalla giuria, presieduta da Emilio Lippi, Direttore delle Biblioteche e dei Musei di Treviso, e formata da Patrizio Rigobon, docente di Catalano all’Università Cà Foscari, Luciana Ermini, direttrice dell’Eco di Mogliano e dai docenti Diego Bottacin (membro esterno), Giorgio De Conti, Alessandra Visentin e Stefano Stringini (membri interni). Segretaria del premio è la professoressa Gabriella Ferman.

Finalisti e vincitori di questa edizione saranno proclamati e premiati venerdì 25 maggio, nel corso di una cerimonia che si svolgerà alle 20.30 nell’Aula Magna del Liceo Berto di Mogliano, recentemente intitolata all’ex-preside Giancarlo Bertapelle, venuto a mancare proprio un anno fa. Figura molto stimata nei decenni di attività di preside in questa scuola, fu proprio lui ad avviare i lavori di questo Premio di scrittura interprovinciale. La presentatrice sarà Ann Marcoleoni, ex studentessa del Liceo Berto, ora laureanda in Conservazione dei beni e delle attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Mogliano Veneto, 23 maggio 2018

Ufficio Stampa Premio Giuseppe Berto
Testa&RizzoAssociati

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Il sindaco di Ricadi incontra la cittadinanza http://www.ricadinforma.it/wp/il-sindaco-di-ricadi-incontra-la-cittadinanza/ http://www.ricadinforma.it/wp/il-sindaco-di-ricadi-incontra-la-cittadinanza/#respond Tue, 22 May 2018 13:11:27 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4231 Si è svolto ieri l’incontro tra l’Amministrazione Comunale e la cittadinanza della frazione di Santa Domenica Il sindaco Giulia Russo e parte della sua compagine amministrativa, nel pomeriggio di ieri, nella frazione di Santa Domenica, hanno incontrato la cittadinanza per discutere sull’annosa questione dell’acqua. Vige tuttora l’ordinanza sindacale, datata al 30 marzo, relativa al divieto […]

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Si è svolto ieri l’incontro tra l’Amministrazione Comunale e la cittadinanza della frazione di Santa Domenica

Il sindaco Giulia Russo e parte della sua compagine amministrativa, nel pomeriggio di ieri, nella frazione di Santa Domenica, hanno incontrato la cittadinanza per discutere sull’annosa questione dell’acqua.

Vige tuttora l’ordinanza sindacale, datata al 30 marzo, relativa al divieto di utilizzo  dell’acqua  erogata dal serbatoio Bagneria  che alimenta i cittadini di Santa Domenica.

Con esattezza, a seguito degli esiti sui campioni di acqua  prelevati dall’Asp all’uscita del serbatoio Bagneria  è emersa la presenza di nitrati  (67 mg/L) superiori ai limiti consentiti.

E’ una situazione incresciosa che desta non poca preoccupazione e sdegno nei cittadini, i quali possono soltanto utilizzare l’acqua per la pulizia della casa e del funzionamento degli impianti sanitari.

D’altro canto, il primo cittadino ha assicurato che nei prossimi giorni si avranno gli esiti di ulteriori esami effettuati lo scorso 14 maggio e si spera possano essere positivi per la collettività.

L’amministrazione in carica ha riferito, inoltre, di aver chiesto e ottenuto, assieme al comune di Rombiolo  e Zungri,  un finanziamento regionale del costo di 650 mila euro per effettuare un sondaggio sulla conduttura idrica, verificare se vi sono perdite di acqua o allacci abusivi e predisporre, quindi, una mappatura idrica dell’intero territorio comunale.

Si è pensato anche di effettuare uno studio geologico interno per capire se vi è la possibilità o meno di costruire pozzi per rendere l’ente comunale autonomo dalla Sorical.

L’ente comunale ha, tra l’altro,  alle spalle una situazione debitoria  che non consente con fondi comunali di sanare la problematica dell’acqua. Al momento non vi è un servizio idrico sostitutivo seppure la legge prevede che a seguito dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua i canoni idrici  siano ridotti della metà.

La cittadinanza ha chiesto, pertanto, l’applicazione della stessa normativa. L’incontro è stato, dunque, occasione di confronto diretto tra gli amministratori locali e la cittadinanza che spesso ha lamentato la scarsa comunicazione su argomenti di interesse comune.

A. F.

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Eletto il nuovo direttivo della Pro Loco Capo Vaticano http://www.ricadinforma.it/wp/eletto-il-nuovo-direttivo-della-pro-loco-capo-vaticano/ http://www.ricadinforma.it/wp/eletto-il-nuovo-direttivo-della-pro-loco-capo-vaticano/#respond Sun, 20 May 2018 20:32:23 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4225 Pubblichiamo la nota sull’avvenuta riorganizzazione della Pro Loco Capo Vaticano Da poco tempo si sono svolte le elezioni per le nuove cariche direttive dalla Storica Pro Loco “Capo Vaticano”: Presidente – Giuseppe Scaramozzino, Vicepresidente – Francesco Rizzo, Segretaria – Ines De Agazio. L’ obiettivo, dopo un periodo di rallentamento delle attività, è quello di ripartire […]

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Pubblichiamo la nota sull’avvenuta riorganizzazione della Pro Loco Capo Vaticano

Da poco tempo si sono svolte le elezioni per le nuove cariche direttive dalla Storica Pro Loco “Capo Vaticano”:

  • Presidente – Giuseppe Scaramozzino,
  • Vicepresidente – Francesco Rizzo,
  • Segretaria – Ines De Agazio.

L’ obiettivo, dopo un periodo di rallentamento delle attività, è quello di ripartire guardando avanti e cercando di riorganizzare l’impegnativa macchina burocratica dell’Associazione, tenendo conto delle norme in materia impartite da UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italiani).

Il nuovo direttivo si è già, doverosamente, presentato all’Amministrazione Comunale che, da subito, si è resa disponibile e collaborativa. Come prevede lo Statuto Comunale, infatti, la Pro Loco è l’Associazione primaria – nell’ambito comunale – che ha il compito di promuovere e valorizzare il territorio con iniziative di vario genere anche in collaborazione  con altre sodalizi esistenti sul territorio e oltre.

Il consiglio direttivo e i soci, attualmente iscritti, stanno divulgando la campagna d’iscrizione per l’anno 2018 al fine di dare la possibilità, impegnandosi con il  volontariato, di portare idee nuove e azioni concrete  per un fine comune.

Vista la stagione estiva imminente e non avendo avuto trasmesso,  dalla precedente gestione, un programma operativo, oggi, viene difficile materializzare degli eventi programmati, comunque c’è l’impegno di fare il possibile in tal senso.

Vista l’importanza, la potenzialità e il valore per il nostro  territorio di questa Associazione, si chiede collaborazione e  vicinanza sia da parte delle Autorità locali che di tutti i cittadini Ricadesi.

                                                                                                                            Il Consiglio Direttivo

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A Vibo Valentia un centro che utilizza l’Approccio Integrato per la balbuzie http://www.ricadinforma.it/wp/a-vibo-valentia-un-centro-che-utilizza-lapproccio-integrato-per-la-balbuzie/ http://www.ricadinforma.it/wp/a-vibo-valentia-un-centro-che-utilizza-lapproccio-integrato-per-la-balbuzie/#respond Sun, 20 May 2018 20:21:43 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4222 Abbiamo incontrato Antonio Bitetti, fondatore dell’Approccio Integrato che verrà utilizzato nel nuovo centro in apertura a Vibo Valentia Antonio Bitetti è psicologo-psicoterapeuta, ex-balbuziente con una formazione in gruppo analisi. Membro associato della American Psychological Association e professore a contratto presso l’Università Roma TRE. Ha lavorato come consulente in ambiti internazionali nella terapia della balbuzie e […]

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Abbiamo incontrato Antonio Bitetti, fondatore dell’Approccio Integrato che verrà utilizzato nel nuovo centro in apertura a Vibo Valentia

Antonio Bitetti è psicologo-psicoterapeuta, ex-balbuziente con una formazione in gruppo analisi. Membro associato della American Psychological Association e professore a contratto presso l’Università Roma TRE. Ha lavorato come consulente in ambiti internazionali nella terapia della balbuzie e ha partecipato a diversi convegni scientifici sul tema. Nel 1997 ha fondato l’Istituto Europeo per la Balbuzie, con sede legale a Milano ed ha introdotto in tutto il paese il modello di terapia della balbuzie, denominato: Approccio Integrato. È l’unico terapeuta della balbuzie che affronta anche la balbuzie primaria, che solitamente non viene trattata e questo approccio, di tipo preventivo, evita la cronicizzazione del problema.

 

  1. In poche battute che cos’è la balbuzie? In quale fase dello sviluppo può insorgere?

Possiamo affermare che qualunque sia la ragione che spinge alla balbuzie, nella maggioranza dei casi è il processo psicolinguistico quello vi si trova implicato e che provoca uno stato di malessere e di insicurezza e viene vissuto in maniera più o meno intensa, a seconda degli individui. Alla disorganizzazione del linguaggio e alle difficoltà di comunicazione, che variano a seconda del temperamento dei soggetti, dell’ambiente, della gravità o della durata del disturbo, spesso vi si aggiungeranno anche l’età e i problemi scolastici, familiari, socio-professionali, i quali avranno una ripercussione sulla vita dell’individuo e sul suo comportamento. Di conseguenza, il disagio e la paura di parlare si intensificheranno di pari passo con l’emotività e non faranno altro che aggravare le manifestazioni della balbuzie. Di questi due fattori linguaggio-emotività, uno dei due acquisterà più o meno importanza rispetto all’altro. Spesso non è facile determinare quale dei due si predominante. Nascono l’uno dall’altro e si rinforzano vicendevolmente. Nella maggior parte delle volte l’evoluzione della balbuzie è di tipo intermittente. Alcuni soggetti presentano degli episodi di balbuzie, intervallati di momenti di pausa più o meno lunghi, a volte persino molto significativi, soprattutto nell’età prescolare. Certi adulti sono in grado di descrivere facilmente l’evoluzione del proprio disturbo e si ricordano delle difficoltà sperimentate, specialmente all’inizio dell’età scolare.

La sintomatologia del balbettare è variabile a seconda del contesto dove il balbuziente viene ad interagire e a seconda delle persone con cui si relaziona. Ad esempio, il bambino balbuziente teme fortemente l’interrogazione a scuola o se è chiamato a ripetere un argomento già esposto. Il balbuziente è in un continuo stato di fibrillazione nel timore di essere chiamato ad esprimersi davanti ai suoi compagni. Invece è facilitato nel rapporto con persone amiche, che non lo impegnano molto sul piano del valore personale e preferibilmente, non protese a giudicarlo. A volte, se la sintomatologia è forte, può essere addirittura esonerato dalla lettura ad alta voce, con ripercussioni sulla propria autostima e con una conseguente stigmatizzazione di tutta la sua condizione.

 

  1. Che tipo di percentuali si registrano in Italia rispetto alla balbuzie?

Secondo diverse statistiche, la balbuzie interessa circa il 2-3% della popolazione, con incidenza maggiore nel sesso maschile, interessando persone di ogni estrazione sociale e in ogni angolo del pianeta. In una recente intervista da me rilasciata ad una emittente televisiva spagnola, la giornalista ha dichiarato che in Spagna ci sono 800.000 balbuzienti. Possiamo affermare che in Italia circa un milione di persone soffre di balbuzie.

 

3. A che punto siamo – al Sud – per quanto riguarda gli interventi sui casi di balbuzie?

La situazione al sud non è molto diversa da altre regioni italiane e in altre nazioni. La balbuzie viene solitamente affrontata con tecniche rieducative, molto spesso basate su tecniche fonatorie, o con estenuanti e ripetitivi esercizi sulla dizione e sulla respirazione. Non viene quasi mai affrontato l’aspetto relazionale della balbuzie, ed il balbuziente, insieme alla sua famiglia, viene lasciato solo ad affrontare quelle dinamiche che invece andrebbero affrontate precocemente, per non avere ulteriori ripercussioni sulla sua vita sociale e relazionale. Quello che manca è una visione di insieme del problema, la balbuzie viene affrontata in maniera parziale e frammentata, e questo crea sensazioni di impotenza in chi si sottopone a tali tipologie di intervento.

 

4. Lei ha strutturato un tipo di approccio alla balbuzie. Su quali aspetti poggia tale intervento.

L’aspetto più importante nella balbuzie è la variabilità in rapporto alla presenza dell’interlocutore. È l’impatto con gli altri che scatena tutta una serie di idee che condizionano poi la componente emotiva e comportamentale. Da un sottostante senso di autosvalutazione, si innesca un temuto giudizio altrui e procede con un controllo sulla parola, nell’idea irrazionale di poter gestire al meglio la situazione. Elementi cognitivi errati che una volta appresi, nell’infanzia, possono permanere nell’età adulta condizionando negativamente la normale fluidità verbale.

Chi balbetta è bloccato della paura del giudizio dell’altro, per il timore di mostrarsi inferiore o inadeguato. Questo spiega la sua tipica condotta di evitamento, di fuga, di delega, pur conoscendo le proprie capacità, che a volte riesce ad esprimere in modo efficace. Il balbuziente è costantemente influenzato da un tipo di pensiero, dove elemento fondamentale risulta essere il controllo della parola. La paura di balbettare porta ad una costante attenzione sul come deve esporre il discorso, sul controllo in termini di previsione del temuto giudizio altrui ed infine su quello più realistico e logico che è quello che si vuole dire. (Dott. A. Bitetti, Abstract, Atti XXXIII° Congresso Nazionale di Foniatria e Logopedia, Bari, 1999).

 

  1. Ci può spiegare come funziona l’Approccio Integrato, qual è la sua innovazione ed efficacia?

Da sempre, la balbuzie viene trattata con tecniche fonetiche e/o logopediche, le quali partono dal presupposto che la balbuzie abbia delle implicazioni neurologiche di fondo e perciò, tendono a curare il problema andando a rieducare  il linguaggio, nel tentativo di armonizzarlo, con metodiche basate molto spesso su esercizi di modulazione del linguaggio, a  partire dal canto, o con tecniche di respirazione, o abbinando entrambe.

Il mio approccio affronta la balbuzie nella modalità integrata, unica terapia nel suo genere in Italia e in Europa. Questo metodo di cura va ad affrontare non solo la parte manifesta del problema, cioè quella disfluenza tipica del balbuziente, in tutte le sue manifestazioni, ma va ad intervenire in tutta quella dinamica psicologica che altri tipi di intervento non affrontano mai o rifiutano di affrontare.

In questo modello di intervento nessuna componente del problema viene trascurata, si lavora in ogni direzione e livello per eliminare tutte quelle dinamiche interne ed esterne del problema. Se si tratta di bambini piccoli, si coinvolgono i genitori.  Il bello di questa terapia è la sua semplicità e la sua efficacia, perché va al cuore del problema e questo il balbuziente lo intuisce da subito e partecipa alla terapia, senza esitazione e senza riserve.

In fondo il balbuziente sa qual è la sua reale difficoltà e questa è situata nel suo modo di pensare e non nel suo linguaggio. Non si può curare la balbuzie se non si cura il balbuziente ( mia citazione). Da alcuni anni l’Approccio Integrato viene applicato anche nella cura preventiva di quella che viene chiamata balbuzie primaria, in bambini di 3-4 anni, che di solito non vengono presi in carico neanche nelle strutture pubbliche. Adesso anche in Italia è possibile un intervento precoce e mirato.

 

  1. Perché aprire un centro nella provincia di Vibo Valentia?

Per essere vicino alla gente di Calabria, per non doversi più spostare in altre direzioni per un intervento efficace. Poter trovare me vicino alla propria realtà geografica e confrontarsi direttamente e periodicamente, ricevendo le migliori risposte alle proprie problematiche.

La zona di Vibo Valentia si sposa bene con tale progetto, per la sua centralità e perchè limitrofa ad una realtà a forte vocazione turistica, dove poter organizzare eventi e simposi scientifici adatti alle tematiche specifiche. La struttura permetterà di affrontare anche altre tematiche della psicologia e della psicoterapia, a tutto vantaggio della collettività calabrese.

Per info e approfondimenti www.ist-balbuzie.com

mail: prof.antoniobitetti@gmail.com

telefono: 339 3161317

Sede: Studio di Consulenza Davola, loc. Cerva 89853 (VV).

 

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Chiusura serbatoi Santa Maria e Santa Domenica di Ricadi http://www.ricadinforma.it/wp/chiusura-serbatoi-santa-maria-e-santa-domenica-di-ricadi/ http://www.ricadinforma.it/wp/chiusura-serbatoi-santa-maria-e-santa-domenica-di-ricadi/#respond Fri, 04 May 2018 19:58:17 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4212 Prevista nella prossima settimana la chiusura dei serbatoi di Santa Maria e Santa Domenica di Ricadi Il sindaco di Ricadi, Giulia Russo, ha emanato – nella giornata di ieri – un’ordinanza contingibile ed urgente per la chiusura dei serbatoi della frazione di Santa Domenica e Santa Maria. Per la frazione di Santa Domenica la chiusura […]

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Prevista nella prossima settimana la chiusura dei serbatoi di Santa Maria e Santa Domenica di Ricadi

Il sindaco di Ricadi, Giulia Russo, ha emanato – nella giornata di ieri – un’ordinanza contingibile ed urgente per la chiusura dei serbatoi della frazione di Santa Domenica e Santa Maria.

Per la frazione di Santa Domenica la chiusura dei serbatoi è prevista martedì 8 maggio dalle ore 8:00 e presumibilmente fino alle 18:00, per la frazione di Santa Maria, invece, mercoledì 9 maggio seguendo gli stessi orari.

Nell’ordinanza è fatto divieto di utilizzo dell’acqua erogata dalla rete comunale per gli usi potabili nelle giornate di chiusura dei serbatoi.

Il provvedimento nasce da nuove analisi effettuate dall’Arpacal in cui la quantità di Nitrati è superiore rispetto al livello consentito per legge.

L’Amministrazione comunale ha ritenuto necessario eseguire dei lavori di manutenzione straordinaria alla rete principale di distribuzione idrica delle frazioni interessate (Santa Domenica e Ricadi) considerato che a tutt’oggi si registrano da parte dei cittadini della frazione di Santa Domenica e di Santa Maria numerose segnalazioni relative all’erogazione dell’acqua potabile, proveniente dal sistema idrico comunale, che si presenta a tratti con colore torbido e vista la nota dell’Asp di Vibo Valentia.

Come si legge dal documento, i lavori sono stati programmati per eliminare i residui di sedimenti indesiderati accumulatisi negli anni e che sono causa del colore torbido.

Un problema, quello dell’acqua dal colore torbido e dai valori non conformi, che va avanti da troppo tempo e che sembra non trovare una soluzione definitiva.

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L’Associazione Stelle del Faro organizza una giornata di condivisione in riva al mare http://www.ricadinforma.it/wp/lassociazione-stelle-del-faro-organizza-una-giornata-di-condivisione-in-riva-al-mare/ http://www.ricadinforma.it/wp/lassociazione-stelle-del-faro-organizza-una-giornata-di-condivisione-in-riva-al-mare/#respond Fri, 04 May 2018 07:16:05 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4209 L’Associazione Stelle del Faro ha organizzato una giornata all’insegna del divertimento e della natura in riva al mare L’Associazione Stelle del Faro, che si occupa di giovani e adulti con disabilità sul territorio ricadese, ha organizzato una giornata all’insegna del divertimento, della natura e della condivisione in riva al mare in una delle spiaggette della […]

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L’Associazione Stelle del Faro ha organizzato una giornata all’insegna del divertimento e della natura in riva al mare
L’Associazione Stelle del Faro, che si occupa di giovani e adulti con disabilità sul territorio ricadese, ha organizzato una giornata all’insegna del divertimento, della natura e della condivisione in riva al mare in una delle spiaggette della località di Capo Vaticano a sud di Santa Maria, nota come il “Petraio”.
La giornata, fissata per domenica 6 maggio, è aperta a tutti compresi i volontari delle altre associazioni presenti sul territorio, l’Amministrazione comunale e chiunque avesse voglia di conoscere questa nuova realtà.
L’idea è quella di condividere del tempo insieme per conoscersi. L’Associazione ha, infatti, lo scopo primario di riportare alla luce e alla vita i ragazzi con disabilità che per troppo tempo – dopo aver concluso gli studi e i percorsi riabilitativi – sono stati esclusi dalla società.
L’approfondimento sulla costituzione dell’Associazione Stelle del Faro – dalle motivazioni per cui è nata, ai valori che la guidano e agli obiettivi che si propone questa nuova aggregazione sociale – potrete leggerli a breve sul nuovo numero di Informa nella sezione dedicata a Ricadi attraverso un’intervista al presidente dell’Associazione, Francesco Lico.
L’inclusione sociale dei ragazzi con disabilità, soprattutto se adulti, è un percorso lungo che ancora deve fare tanta strada per poter raggiungere la meta. Come diceva Reuven Feuerstein: “Bisogna costruire una scala lunga, lunga che permetta di raccogliere i frutti più belli, quelli che per essere sui rami più alti sono anche i più difficili da raggiungere.” L’Associazione Stelle del faro ha iniziato a costruire questa scala sul territorio ricadese.

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IC di Ricadi incontra la scrittrice Giusy Staropoli Calafati http://www.ricadinforma.it/wp/ic-di-ricadi-incontra-la-scrittrice-giusy-staropoli-calafati/ http://www.ricadinforma.it/wp/ic-di-ricadi-incontra-la-scrittrice-giusy-staropoli-calafati/#respond Wed, 02 May 2018 21:05:45 +0000 http://www.ricadinforma.it/wp/?p=4202 L’Ic di Ricadi ha dato il via oggi al primo dei tre incontri con la scrittrice calabrese Calafati Nell’ambito del progetto “Biblioteca in classe” portato avanti dall’Istituto Comprensivo di Ricadi in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Vibonese, gli alunni del plesso di Santa Domenica hanno incontrato oggi la scrittrice calabrese Giusy Staropoli Calafati. Si è […]

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L’Ic di Ricadi ha dato il via oggi al primo dei tre incontri con la scrittrice calabrese Calafati

Nell’ambito del progetto “Biblioteca in classe” portato avanti dall’Istituto Comprensivo di Ricadi in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Vibonese, gli alunni del plesso di Santa Domenica hanno incontrato oggi la scrittrice calabrese Giusy Staropoli Calafati.

Si è concluso oggi, quindi, il primo di tre incontri che vedrà coinvolti anche – nei prossimi giorni – i plessi di Ricadi e di Spilinga.

Una vera e propria invasione gigantara, come la definisce la scrittrice stessa. Un laboratorio figurativo e di lettura legato alla storia dei giganti che i nostri ragazzi tanto amano. Nei suoi laboratori i bambini diventano protagonisti vestendo i panni dei giganti e dei tamburinari.

Si legge insieme la bellissima favola che racconta la storia dei giganti, si balla, si suona inscenando il gran ballo dei giganti. Una vera e propria esplosione di tradizioni, colori, suoni, antiche leggende, sud.

Come si legge dal blog della scrittrice, con questo libro, abbellito anche da simpatiche illustrazioni, si cerca di trasmettere ai bambini l’importanza della lettura, portandoli a conoscenza di quello che è il profilo storico, leggendario e festoso dei giganti di cartapesta. Un laboratorio che produce cultura nel mondo della FESTA!!! I libri sono un cammino che porta alla felicità. Condividerla con i bambini (che saranno gli uomini e le donne di domani) é come costruire una casa sulla roccia. L’obiettivo è invadere il mondo con i libri e conquistarlo per sempre.

Santo Gioffré nella prefazione del libro racchiude la bellezza del tema raccontato dalla scrittrice: “[…]Il Mito dei Giganti Mata e Grifone ci precede e ci rincorre fin dalla nostra nascita. Essi sono mischiati a questa parte della Calabria e alla Sicilia come la gramigna della terra rivoltata dall’aratro o il soffio del vento di scirocco che,da sempre, qui spira in modo improprio perché porta respiri affannosi, come quello dei bimbi quando, nelle sere d’estate, corrono dietro i Giganti che ballano al ritmo della maestria dei tamburinari. Tutti noi siamo cresciuti aspettando le feste di ferragosto quando i Giganti, la bellissima Mata ed il burbero Grifone, ci accompagnavano nelle nostre fantasticherie.[…]”

I giganti fanno parte della nostra storia, delle nostre tradizioni e molto probabilmente della nostra infanzia. Farli rivivere in classe e mantenere accesa la memoria, ricostruirla laddove sembra essere dimenticata è lodevole.

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