Economia

Prodotti di bellezza, impennata record nell’e-commerce (e in farmacia)

Summary

La fine del 2020 conferma la forte reattività del settore cosmetico: consumi nazionali in ripresa più del previsto pur confermando saldi finali negativi, sicuramente meno critici delle attese. «Le prospettive sui mercati cosmetici del 2021 risentono inevitabilmente della coda della […]

La fine del 2020 conferma la forte reattività del settore cosmetico: consumi nazionali in ripresa più del previsto pur confermando saldi finali negativi, sicuramente meno critici delle attese.

«Le prospettive sui mercati cosmetici del 2021 risentono inevitabilmente della coda della pandemia che si spera vada terminando i suoi effetti nei primi mesi del nuovo anno. Se consideriamo quanto accaduto nel 2020, a cavallo dei due episodi di picco del Coronavirus, con le relative attività di contenimento, non possiamo trascurare l’importanza della reattività del settore cosmetico e parallelamente dei consumi nazionali che hanno ripreso in maniera quasi inaspettata pur confermando saldi finali negativi, sicuramente meno critici di quanto si potesse prevedere». Così Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, l’associazione di categoria, commenta l’impatto che l’emergenza sanitaria sta avendo sul settore della bellezza made in Italy che si appresta ad affrontare un nuovo anno pieno di incertezze.

Incertezza sui mercati internazionali
«Anche la domanda estera è rallentata dall’incertezza sui mercati internazionali – continua Ancorotti -. Per il prossimo anno, se non si verificheranno ulteriori condizionamenti sia sulla mobilità dei consumatori sia sulla opportunità o meno di apertura dei negozi fisici, dovremmo registrare un rilancio, sicuramente lontano dai livelli della fine del 2019, ma in netta ripresa soprattutto perché il mercato cosmetico conferma l’insostituibilità dell’uso dei cosmetici, oltre alle nuove modalità di acquisto che inevitabilmente la pandemia ha accelerato. La proiezione ottimistica è generata quindi dal confronto con i periodi di ripresa avvenuti già nel 2020 e si auspica che si consolidano nel corso del 2021».

I dati previsionali di chiusura d’anno ben definiscono lo sconquasso che ha colpito il settore: calo del fatturato dell’11,6% a 10,5 miliardi di euro su cui pesa la flessione del 15%, a 4,2 miliardi, dell’export voce fondamentale per le aziende di beauty italiane che hanno una forte propensione verso i mercati internazionali con quote di esportazioni sui ricavi tra il 70 e l’80%. In contrazione anche i consumi che scenderanno del 9,3% a 9,6 miliardi di euro.

L’impennata dello shopping online
Unico vincitore di questo squilibrio è l’e-commerce, il solo canale che registra un andamento positivo con un’impennata record del +35%. Il 2020 segnerà anche il sorpasso della profumeria da parte della farmacia che si posiziona al secondo posto per le vendite, con un calo di due punti percentuali, dopo il mass market che, seppur con una lieve contrazione del -1,7%, continua a coprire oltre il 40% del mercato cosmetico. I due canali sono stati sicuramente avvantaggiati dal fatto di non aver mai dovuto chiudere durante l’emergenza in quanto negozi di beni di prima necessità. Perde posizioni la profumeria che arriva terza con un -24%.

Le aziende non si arrendono
«Il 2020 è stato un anno particolarmente complesso per il mondo cosmetico nel corso del quale abbiamo cercato di offrire risposte ai diktat di mercato, in primis sicurezza e sostenibilità, offrendo prodotti performanti e all’avanguardia – spiega Matteo Moretti, presidente del Polo della Cosmesi -. Nonostante la difficile congiuntura economica causata dalla pandemia, per la nostra associazione è stato un anno ricco di nuovi progetti e iniziative e la speranza, per il 2021, oltre al ritorno ad una “nuova normalità”, è che si possa continuare in questa direzione. Abbiamo puntato molto sulla formazione, leva strategica per il settore, e sulle attività di comunicazione e di internazionalizzazione. In questo panorama si inserisce anche il Global Cosmetics Cluster Europe, un progetto al quale il Polo, insieme ai cluster cosmetici di diversi Paesi europei, lavora da tempo e che ha come obiettivo quello di aiutare le imprese europee ad accedere a mercati terzi e a conquistare una posizione di leadership a livello mondiale. Si tratta di un’iniziativa importantissima per dare nuovo slancio all’export – leva strategica per le nostre aziende – messo a dura prova dalla pandemia».

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